Sportello donne d’Europa

Super-Agenzia delle intelligenze creative delle donne

Premessa

Questa iniziativa, frutto di una lunga serie di incontri con donne ed uomini di diverse culture, nasce perchè la donna sia sempre più spesso ricordata negli eventi che percorrono la storia, perchè ci sia il suo contributo concreto e diretto alla formazione della società "Europa" attraverso la duplice intelligenza che indiscutibilmente le si deve riconoscere. Non deve essere più consentito, in una Europa postmoderna, che i rapporti tra i sessi vadano considerati rapporti di potere e che nella realtà occidentale possa continuare ad esistere un sistema di aggressione culturale e di discriminazione contro le donne. La presenza della donna in Italia come negli altri Paesi dell'Europa spesso ha contraddetto ciò nei fatti , le società si costruiscono anche con il contributo e la grande ricchezza umana, professionale e culturale delle donne . E’ questo, oggi, un fenomeno che si ripete in maniera esponenziale dal Nord al Sud del mondo e che vede le intelligenze femminili divenire risorsa vitale in ogni campo, dalla famiglia alla politica, dalla scienza all'imprenditoria, dall'economia alla legge ed ancora nello sport e non per ultimo nella trasmissione di valori e tradizioni . Gli obiettivi che si intendono conseguire nella realizzazione di uno sportello "per le idee e i progetti delle donne in Europa" , collocato per la prima volta a Strasburgo, presso la sede del Parlamento Europeo, rappresentano l'inizio di un nuovo modo di interpretare il ruolo dell’intelligenza femminile in Europa. Nell'ambito di questo sportello, si istituiranno delle aree progettuali specifiche, quadri di riferimento ove poter collocare i contenuti delle idee e dei progetti delle intelligenze femminili provenienti dai Paesi dell’Unione, per poi proporre alla U.E. interrogazioni, progetti di legge, regolamenti, circolari ecc.ecc., nonchè eventualmente richiedere finanziamenti per la realizzazione dei progetti che si riterranno più idonei. Il recupero delle idee ed i progetti delle donne in Europa presentati allo sportello avverrà con l’istituzione di un call-center, con il sussidio di un sistema audiovisivo (computer-skipe ecc.ecc.). Gli obiettivi che si prefigge lo Sportello sfociano conseguentemente nel determinare consensi intorno ad una più equa e completa visione culturale europea che consente nuove opportunità di sviluppo scaturenti da una logica tutta femminile. Questo determina la possibilità di manifestare con trasparenza e visibilità, in modo incisivo e determinante per lo sviluppo della società, il principio della complementarietà che la donna deve avere indiscutibilmente con l'uomo, in una logica inclusiva e collaborativa . Le donne si sentiranno considerate cittadine a pieno titolo, non solo votano e si informano, ma saranno ulteriormente coinvolte, attraverso personali proposte concrete , nelle svariate forme di partecipazione civica e politica. La presenza e la natura di questo sportello in Europa rappresenta un’importante opportunità per i Paesi dell’U.E. per dichiarare apertamente, con una iniziativa del tutto innovativa, il contributo dell’intelligenza creativa delle donne, riconosciute direttamente dal Parlamento europeo protagoniste del cambiamento. La conseguenza delle attività dello sportello non è solo culturale o di visibilità dei processi d’integrazione della politica europea, ma di fatto crea una rete fra donne appartenenti alle diverse realtà del Paese, soprattutto fornisce elementi di analisi e studio riguardanti situazioni e problemi tra donne provenienti dai vari Paesi, offrendo all’Europa la spinta ad operare per una rispondente politica attraverso una opportuna sintesi. Quadro normativo nazionale ed europeo con stralcio della Carta europea.


La Costituzione italiana ha creato le basi per l’affermazione delle pari opportunità, il richiamo è a tal fine all’art. 1, art. 3 della pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge, art. 29 dove il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, l’art. 37, recita così” la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”, art. 51 “ tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza…”, art. 117 sulla parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. L’evoluzione della legislazione italiana è stata negli ultimi anni sicuramente influenzata dall’evoluzione del diritto europeo e delle politiche dell’Unione Europea. Così dal principio dell’equa retribuzione fra uomini e donne sul lavoro, divenuto consolidato nel Trattato di Nizza, si è passati gradualmente a considerare questioni di eguaglianza in sanità,sicurezza sociale,vecchiaia, tutela della maternità , rischi ed infortuni ecc., sino a considerare sul piano legislativo il concetto di discriminazione indiretta. Lo stesso Trattato di Amsterdam del 1997 all’art.2 afferma la parità dei sessi e all’art.3 impegna l’U.E. a integrare le pari opportunità nell’insieme delle politiche comunitarie e non più solo in relazione agli interessi femminili. Viene introdotto il principio di mainstreaming, per cui non solo interventi ad hoc ma tutte le politiche , devono contenere il concetto di parità, con una strategia globale e trasversale. Tutti i Trattati successivi dell’U.E. sono stati modificati dal Trattato di Lisbona del 13 dicembre del 2007 che riconosce la parità tra uomini e donne come “uno dei valori comuni” agli Stati membri. E’ opportuno ricordare anche come la Comunità europea, attraverso il regolamento CE n°806/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 , relativo alla promozione dell'eguaglianza dei sessi nella cooperazione allo sviluppo, si fonda giuridicamente sull'art. 179 del trattato il quale conferisce al Consiglio di decidere su tutte quelle misure tendenti all'eguaglianza dei sessi. Questo perchè le donne rappresentano la grande maggioranza della popolazione non solo europea ma mondiale. La Comunità ha definito degli obiettivi strategici per l’eliminazione definitiva della disparità di trattamento ed ha previsto perciò tra gli obiettivi prefissi c’è quello 1) “di stimolare e accelerare, con azioni di supporto, la partecipazione delle donne ai processi decisionali in tutti gli Organi pubblici e politici"; 2) adottare provvedimenti per ovviare alla discriminazione orizzontale e verticale sul mercato del lavoro; 3) incoraggiare mutamenti nell'organizzazione del lavoro onde garantire un'equa ripartizione delle responsabilità professionali e familiare, 4) adottare provvedimenti che permettano di conciliare le responsabilità private ,sociali e professionali. Prima del suddetto regolamento, la stessa Conferenza Mondiale sulla donna , a Pechino nel 1995 ha identificato gli obiettivi strategici e le azioni che devono essere realizzati per sormontare gli ostacoli che si frappongono alla promozione delle donne. Sono stati identificati dodici ambiti che costituiscono ostacoli alla promozione delle donne e che quindi devono essere oggetto di azione specifiche: le donne e la povertà; l'istruzione e la formazione delle donne ;le donne e la salute; la violenza contro le donne; le donne e l'economia, le donne e i conflitti armati; le donne, il potere e il processo decisionale; i meccanismi istituzionali per la promozione delle donne; i diritti umani della donne; le donne e i mass media; le donne e l'ambiente. Si fa, di seguito, riferimento ad alcune parti tratte dalla Carta europea che si ritengono interessanti e a convalida dell’iniziativa dello sportello delle donne d’Europa

La Carta europea per la parità fra donne e uomini nella vita locale è destinata agli enti locali e regionali d’Europa che sono invitati a firmarla, a prendere pubblicamente posizione sul principio della parità fra donne e uomini e ad attuare, sul proprio territorio gli impegni definiti nella Carta. Per assicurare la messa in atto degli impegni, ogni firmatario deve redigere un Piano d'azione per la parità che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione. Inoltre, ogni autorità firmataria si impegna a collaborare con tutte le Istituzioni e Organizzazioni del territorio per Promuovere concretamente l'instaurarsi di una vera uguaglianza. La Carta è stata redatta nell'ambito del progetto ( 2005-2006) realizzato dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa in collaborazione con i numerosi partners la cui lista figura di seguito. Il progetto è stato sostenuto dalla Commissione europea nell'ambito del 5° Programma d'azione comunitario per la parità tra donne e uomini. L'uguaglianza delle donne e degli uomini è un diritto fondamentale per tutte e per tutti e, rappresenta un valore determinante per la democrazia. Per essere compiuto pienamente, il diritto non deve essere solo riconosciuto per legge, ma deve essere effettivamente esercitato e riguardare tutti gli aspetti della vita: politico, economico, sociale e culturale. L'attuazione e la promozione del diritto alla parità deve essere al centro del concetto dell'autonomia locale . La democrazia locale e regionale deve permettere che siano effettuate le scelte più appropriate per quanto riguarda gli aspetti più concreti della vita quotidiana quali la casa, la sicurezza, i trasporti pubblici, il mondo del lavoro o la sanità. Inoltre, il pieno coinvolgimento delle donne nello sviluppo e nell'attuazione di politiche locali e regionali permette di prendere in considerazione la loro esperienza vissuta,il loro modo di fare e la loro creatività. Per giungere all'instaurarsi di una società fondata sulla parità, è fondamentale che gli enti locali e regionali integrino completamente la dimensione di genere nelle proprie politiche, nella propria organizzazione e nelle relative procedure. Nel mondo di oggi e di domani, una effettiva parità tra donne e uomini rappresenta inoltre la chiave del successo economico e sociale,non soltanto a livello europeo e nazionale ma anche nelle nostre Regioni, nelle nostre Città e nei nostri Comuni. Ricordando che la Comunità europea e l'unione sono fondate sul rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali, ivi compresa la promozione della parità tra donne e uomini, e che la legislazione europea ha rappresentato la base dei progressi compiuti in quest'ambito Europeo. Ricordando il quadro giuridico internazionale dei diritti umani delle Nazioni Unite ed in particolare la Dichiarazione Universale dei Diritti e la Convenzione sull'Eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le Donne, adottata nel 1979; Sottolineando il contributo fondamentale del Consiglio d'Europa per la promozione della parità tra donne e uomini e per l'autonomia locale; Considerando che la parità tra donne e uomini implica la volontà di agire su tre aspetti complementari della sua realizzazione e cioè sull'eliminazione delle disparità dirette, l'estirpazione delle disparità indirette e l'elaborazione di un ambiente politico, giuridico e sociale favorevole allo sviluppo di una democrazia paritaria; Condannando il divario persistente fra il riconoscimento de jure del diritto alla parità e la sua applicazione reale ed effettiva; Considerando che in Europa gli enti locali e regionali hanno e devono avere un ruolo cruciale per gli abitanti ed i cittadini nell’attuazione del diritto alla parità in particolare quello fra donne e uomini, in tutti gli ambiti che sono di loro competenza; Considerando che la partecipazione e la rappresentanza equilibrata delle donne e degli uomini nelle prese di decisione e nei posti di direzione è fondamentale per la democrazia; Ispirandoci per la nostra azione alla Convenzione sull’Eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne del 1979, alla Dichiarazione di Pechino e alla Piattaforma per l’azione delle Nazioni Unite del 1995, alle Risoluzioni della 23° Sessione Speciale dell’Assemblea generale del 2000 ( Pechino + 5), alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, alla Raccomandazione del Consiglio di dicembre 1996 riguardante la partecipazione equilibrata di donne e uomini nelle prese di decisione, e alla Dichiarazione mondiale dell’Unione internazionale delle città e dei poteri locali del 1998 sulle donne nel governo locale; Desiderando evidenziare il 25° anniversario dell’entrata in vigore – settembre 1981 – della Convenzione sull’eliminazione di tutte le discriminazioni contro le donne delle Nazioni Unite;” ha redatto questa Carta per la parità tra donne e uomini nella vita locale e invita gli enti locali e regionali d’Europa a firmarla e a metterla in pratica.

La motivazione dello sportello

Oggi l’Unione Europea si fonda sull’adesione di ben 27 Paesi e di circa 500 milioni di cittadini europei. E’ un grande progetto di civiltà e progresso, non solo per l’unione dell’Occidente; è nato e si fonda sull’idea della missione universale di tutti i cittadini per il progresso nella storia dell’Europa, sul primato dei diritti della persona umana, della sua libertà ed autonomia, del contributo della sua intelligenza. Il presupposto dell’identità europea è quello di riconoscere i principi europei di crescita culturale, economica, giuridica e sociale attraverso punti d’incontro che tengano presente la tutela delle Istituzioni e i principi di eguaglianza , pace e giustizia spesi per lo sviluppo del bene comune in ogni Stato membro. Questo progetto sulle donne è stato pensato come una “finestra” in Europa che rappresenti la vera identità femminile, attraverso la manifestazione di vissuti e sensibilità presenti in proposte solutive, prodotte dalle loro intelligenze. Lo sportello si rivolge a tutti i Paesi dell’Unione Europea che abbiano come finalità quella di generare sviluppo e progresso civile, con iniziative di cura e buone pratiche pensate dalle donne provenienti dai loro territori di appartenenza. Per buone pratiche s’intendono idee ed iniziative ispirate a sani principi etici fondati sul rispetto delle eguaglianze della vita umana e della valorizzazione delle differenze, della dignità e della qualità della vita , delle politiche di pace, di cooperazione, di integrazione e di sviluppo sociale, del rispetto di tutti i principi costituzionali presenti all’interno delle carte dei Paesi membri . In particolare lo “Sportello per le intelligenze creative delle donne” nasce dall’esigenza di catturare le capacità di pensiero e di azione “al femminile”, per migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini e conseguentemente poter sviluppare le condizioni per la loro partecipazione politica. Rappresenta un’opportunità per la donna in Europa per essere valorizzata sul piano intellettivo, per essere ascoltata, considerata e riconosciuta come persona portatrice di valore aggiunto, vitale risorsa per la crescita politica , economica e sociale di ogni Paese dell’Unione. E’uno sportello che dà voce ad ogni soggettività femminile per proporre iniziative di buone pratiche sociali da realizzare in gruppo e in rete con le Istituzioni locali, nazionali ed europee, per essere volano del cambiamento, con una presenza creativa di completezza e di diversità da quello maschile, non di genere contrapposto o eventualmente considerato secondario nella Storia. L’iniziativa, infatti, parte dal presupposto dell’importanza della specificità femminile nella società, dove le donne lasciano profondi segni e con la loro presenza danno un senso antropologico e umano alle situazioni sociali. Per questo motivo possono contribuire a dare una chiave di lettura utile a cogliere l’attuale complessità della dimensione esistenziale .

Il cammino dell’Europa non può prescindere dalle intelligenze vive e creative delle donne che da sempre hanno sviluppato concrete capacità di gestione e di amministrazione, abilità nel saper trovare soluzioni ai problemi di vita quotidiana in famiglia, nel lavoro, nel volontariato, con una intelligenza ed affettività pregna di valori e significati. Se si pensa alla condizione della donna nelle società occidentali e alla duplice capacità di saper svolgere sia il proprio ruolo di madre, all’interno della propria famiglia, sia quello di donna che produce all’esterno, nel mercato del lavoro o nelle attività sociali, la sua doppia presenza corrisponde a una sua duplice intelligenza . La donna ha una visione orientata ai bisogni dell’altro e spesso vuole poter manifestare questo carattere sociale e politico, anche in ambiti diversi da quello familiare, ma su questa strada numerosi sono gli impedimenti ed il cammino della sua emancipazione è ancora in salita. Per far cadere tutte le barriere e riconoscere tutti i suoi diritti, occorre ora poter proseguire per la strada che genera opportunità. Affinché la donna, saldamente legata ai suoi valori di riferimento e ai buoni sentimenti, concretamente impegnata nella vita, sia speranza di sviluppo per una nuova società, necessita creare percorsi prettamente femminili che abbiano una ricaduta oggettiva in ogni ambito della società. Il Parlamento europeo, cuore dei popoli afferenti, rappresenta il luogo più pluralistico e democratico, perchè attento alle speranze e ai progetti di tutti . Aprendosi anche con questa iniziativa alle intelligenze creative delle donne , ne riconosce di fatto l’autorevolezza e l’alta missione politica per il bene di tutti i Popoli. Avvalendosi di questa forza sociale che da sempre, con gli uomini, ha segnato il cammino della nostra civiltà europea, propone un modo nuovo di far politica, dà un respiro più ampio e completo al suo programma. Lo sportello,di fatto,si propone come uno strumento necessario per far veicolare all’interno del Consiglio d’Europa, i fatti e le sane idee provenienti direttamente dal Paese d’appartenenza, per poi utilizzare tali conoscenze attraverso un’azione legislativa più ampia, giusta e adeguata . Non risponde ad una logica di movimento femminista, ma va oltre, in proiezione propone un’ottica di trasformazione, che può avvenire solo attraverso la considerazione delle intelligenze,al di là dell’appartenenza ad un genere sessuale interpretato come dominante o avvertito con discriminazione, in un’opera di mera e pacifica costruzione culturale. Non nasce per liberare la donna dai vecchi soprusi determinati dal potere maschile, non condivide il rapporto fra genere maschile e femminile basato sulla separazione e sullo scontro, ma sulla feconda collaborazione per una società integrata e in rete, ove si possano cogliere le differenze per crescere con sobrietà sia all’interno della società che all’interno di tutti i Paesi dell’Europa. Lo sportello vuole indicare alle donne d’Europa una nuova metodologia per il conseguimento dei suddetti fini che, in ultima analisi, rappresentano la profonda motivazione della sua stessa costituzione. E’, inoltre, una strada politica di accesso al Parlamento europeo pienamente innovativa e sollecita le donne ad esprimersi sulle buone pratiche politiche, economiche e sociale di ogni Paese dell’Unione. La concretezza e la particolare capacità affettiva e comunicativa nel saper entrare in empatia e tradurre ogni situazione difficoltosa in soluzione di sintesi e di approdo “tutto al femminile”, non deve essere lasciato inosservato o inutilizzato . A fronte di un desiderio e di una capacità di libera espressione e circolazione di buone idee in Europa , lo sportello rappresenta un luogo fisico , all’interno del Parlamento Europeo, di raccolta di idee e progetti per lo sviluppo del proprio territorio con la forza dell’Europa , nata per essere “sintesi nella casa comune”, officina di intelligenze , anche delle donne. Fondamento dell’idea progettuale sono le seguenti considerazioni:

- la donna portatrice di valori e benessere,

- l’efficacia di un pensiero che sa donarsi agli altri, garantendo con moderazione e ponderatezza dei suoi atti l’equilibrio delle parti,

- la passione che muove il suo cuore che spesso è garanzia di successo e di stabilità,

- l’intelligenza, la concretezza e la sua capacità di gestione e di esercitare forte coesione tra le parti.

Questi sono i segni che la donna spesso lascia in silenzio nel suo percorso di vita, occorre ora spingerla a vivere esponendosi di più, ad “essere ” con una visibilità politica più coraggiosa nelle Istituzioni, dove si avverte la sua mancanza per un giusto gioco di equilibri e di vissuti. Lo sportello per le idee e i progetti delle donne d’Europa potrebbe divenire per tutti i Paesi membri una vera opportunità, quel giusto canale referenziale per le donne , auspicata via di accesso per un percorso comune di sviluppo e di crescita democratica.

Italia Buttiglione