FINALITA':

CANDIDARE LA FAMIGLIA NATURALE ,FONDATA SULL'UNIONE UOMO-DONNA, STABILE, RESPONSABILE E GIURIDICAMENTE RICONOSCIUTA, A" PATRIMONIO IMMATERIALE DELL'UMANITA'"

Premessa

La proposta, in una prospettiva pienamente laica, su giustificazioni razionali e non di fede, intende far considerare la famiglia naturale uomo-donna, in Italia fondata sul matrimonio, un bene universale dell'umanità. Le argomentazioni svolte evidenziano gli effetti diretti ed indiretti nella nostra società della famiglia naturale uomo-donna come di un bene universale di natura immateriale,espresso nei vari saperi culturali e nelle sue produzioni. Le analisi e i documenti che scaturiscono dalle tesi, in maniera esemplificativa sul modello della nostra tradizione italiana, dimostrano che questa famiglia è fondativa di ogni società, è una testimonianza identitaria e naturale dell'amore tra un uomo e una donna, un bene immateriale nei Paesi del mondo. Si dimostra, inoltre, come nella famiglia naturale, attraverso l'amore coniugale e pubbliche responsabilità di cura e di assistenza vicendevoli e verso i figli, da sempre si è sviluppato un sistema ordinato di accoglienza a beneficio di tutti i componenti, aperto a dinamiche chiare e di arricchimento umano che hanno prodotto uno sviluppo sociale, economico e culturale a misura d'uomo . Un Paese spiritualmente forte, veramente sovrano nella sua missione, libero nella sua laicità, è quello che prosegue il suo cammino ispirandosi alla positività della tradizione del suo popolo; è un Paese che rivitalizza e sostiene le famiglie fondate sui diritti e doveri presenti nel suo sistema giuridico, dove i genitori fondano rapporti di vita stabili e si assumono compiti formativi insostituibili, volti al bene dell'intera comunità . Come istituzione pregna di significati, tradizioni e cultura, questo tipo di famiglia è presente in ogni ambito sociale, letterario ed artistico di tutti i tempi e di ogni luogo, ovunque lascia tracce dimostrandone la validità e la bontà nella sua storia . L'uomo e la donna segnano le società con l'impronta giuridica dei loro legami affettivi, assunti con responsabilità ed intelligenza, inoltre sperimentano ed alimentano un progetto d'interesse comunitario volto al bene di tutti e dopo essere stati generati dall'amore del padre e della madre, creano a loro volta il luogo di accoglienza della nuova vita, attorniati dagli affetti e dalle cure dell'intero nucleo familiare. Da un'unione naturale fondata sulla richiesta di un sano amore nasce un circuito sociale che produce energia buona e solo nel perseguire il bene dell'altro e degli altri, l'uomo e la donna insieme realizzano la felicità e il senso della loro esistenza. La famiglia così concepita, presente in ogni luogo, nel rispetto delle proprie caratteristiche culturali, prima che scompaia a causa di pregiudizi e forme ibride alternative, è degna di memoria e di essere considerata un bene immateriale dell'umanità.

Il percorso del progetto:

1. Ricaduta indiretta del bene immateriale nello sviluppo dell'Umanità:

a) La familiarità come bene antropologico e storico.

b) La prospettiva della famiglia, istituzione di cittadini positivi, interlocutrice e soggetto dello Stato.

c) La prospettiva della famiglia naturale , fondata sul matrimonio, come bene sociale.

d) La prospettiva della famiglia come bene economico e capitale sociale produttivo .

e) La prospettiva affettivo-relazionale e formativa del bene-famiglia.

f) La famiglia, primo corpo intermedio soggetto di diritto, luogo del diritto dei viventi e del diritto costituzionale.

2. Ricaduta diretta del bene immateriale negli ambiti ed attività umane nella società:

g)Gli spazi culturali in Italia della famiglia di ieri e di oggi:
-la famiglia nelle consuetudini, nei riti e nelle feste
- la famiglia nel linguaggio e nelle espressioni dialettali
- la famiglia nell'etica del quotidiano
- la famiglia di oggi da tutelare in un mondo che cambia.

h ) Conclusioni: bene-famiglia naturale, un bene sui generis, attore e fine dell'umanità.

i)Documentazione esemplificativa,sia fotografica che artistica, sugli effetti prodotti dal bene (eventualmente su richiesta, da presentare)

A) La familiarità, bene antropologico e storico

1° Obiettivo: identificare l'ambito antropologico e storico della famiglia naturale, luogo originatosi per il bene dell'umanità . (Le radici della famiglia)

La struttura costitutiva dell'essere umano è fondata innanzitutto sul piano antropologico, cioè sul principio di familiarità , poi sulla dimensione storico-culturale. La coniugalità, la genitorialità , filialità, fraternità/sororità, sono certamente stati d'essere realizzati sul piano storico-culturale, ma originatisi dal principio costitutivo della familiarità, con cui l'uomo riesce a sviluppare meglio la sua identità. Tali condizioni, successivamente chiarite sul piano storico, rispondono ad esigenze prettamente umane, culturalmente determinate dalle necessità di preservare la specie e recepiscono la dimensione strutturale del "divenire "degli uomini. Infatti,l'esistenza umana parte e si sviluppa attraverso la relazionalità dell'uomo con la donna. Senza la familiarità, con l'unione dell'uomo con la donna solo per fini procreativi o per qualsiasi forma di interesse, si può anche vivere, ma se nella vita non si comprendono i significati dello stare insieme in casa con la moglie e con i figli, l'importanza dei sostegni prodotti dalla rete dei vincoli parentali, l'umanità si impoverisce . Infatti lo stesso fine del procreare per l'uomo non ha mai avuto un valore strettamente biologico, si è posto sin dal processo di ominizzazione come necessità antropologica ed evolutiva della specie umana, determinando rapporti di parentela socialmente validi solo se riconosciuti dal gruppo . D'altra parte l'analisi etnografica dimostra come la struttura familiare sia presente in tutte le culture con un ruolo genitoriale dedito alle cure ed un ruolo filiale per colui che riceve l'assistenza. Lo stesso carattere antropologico intersoggettivo continuerà a sentire l'esigenza dell'approvazione da parte delle comunità e quindi tenderà nel tempo ad istituzionalizzarsi, cioè ad affermarsi come struttura sociale meglio adatta a realizzare il proprio carattere naturale. L'intera umanità si è ampiamente sviluppata con questi sistemi in ogni contesto sociale . Sin dall'inizio il nostro modo di pensare e di dare consistenza e valore alle idee, le stesse modalità dell'agire in società sono segnati dai rapporti sociali e la cultura in cui si cresce e ci identifica come spirito plasmato di un popolo che interagisce con il suo ambiente. Questo iniziale"essere nel mondo"è avvenuto dentro uno spazio storico-culturale in cui l'uomo ha creato comunità per esprimere significati e condizioni sempre più rispondenti ad un progressivo habitat umano. Ogni suo movimento è scaturito da una condizione esistenziale naturale e materiale, secondo leggi vitali proprie . Il senso delle cose umane non è stato mai disgiunto dai rapporti con gli altri esseri umani, ancora oggi richiede di essere da loro stessi riconosciuto e promosso. Tuttavia l'uomo da subito coglie i limiti della propria vita attraverso le relazioni e gli affetti stabiliti nell'esperienza del quotidiano con gli altri, comprende che la stessa felicità è una cosa da condividere, perchè è impossibile gioire da soli o soffrire per se stessi. Nel cum-dividere e cum-patire, nel suo piccolo universo societario,la sua umanità cresce, desidera tendere il suo spirito sempre più verso gli altri e così si realizzano le grandi civiltà . Cogliendo il senso d'unità all'interno del suo micro-mondo nella graduale evoluzione dei tempi, le forze e le intelligenze si moltiplicano, la perseveranza e la tenacia aumentano per il bene dell'umanità e l'uomo sposta la linea della propria finitezza verso la perfezione. Su tali presupposti l'umanità nasce e si sviluppa, e il suo legame con la Divinità , il cosmo, la natura e la vita muove la sua storia e ne circoscrive l'identità. In questa circolarità si colloca al centro la famiglia ,intesa sin dalle sue origini come struttura unitaria uomo-donna ordinata secondo regole e ruoli ben definiti, rispondente in maniera significativa alle esigenze dello stare insieme attraverso vincoli affettivi stabili e socialmente riconosciuti. La famiglia si caratterizza così come la prima cellula di umanità associata, divenendo la culla e il luogo ordinario di progresso economico, di promozione culturale e di affetti e di sviluppo di dinamiche di solidarietà umana. Le tappe della storia dimostreranno ciò. Nel tempo,infatti, la famiglia esce dall'ambito privatistico familiare-domestico, per assumere caratteri pubblici e su di essa ricadono interessi politici ed economici, diviene il luogo dove meglio si realizza il bene del cittadino e di collegamento con la società. Contemporaneamente si differenzia nella struttura e nei costumi, risentendo l'influenza dello sviluppo economico nelle aree geografiche ove sono collocate. Così le famiglie urbane sono per lo più nucleari, quelle rurali, per necessità economiche e lavorative, sono più complesse. I cittadini sono di fatto artigiani o commercianti e una struttura familiare di piccole dimensioni è propedeutica a siffatte esigenze di vita sociale, mentre in campagna la famiglia rurale è numerosa, perché la sussistenza economica nei campi risulta per forza associata al numero dei componenti che lavorano la terra. Successivamente , fino al sec.xx, la famiglia rurale continua a legare il proprio destino alle condizione contrattualistiche del podere che si lavora, mentre le famiglie dell'area urbana, appartenenti al ceto medio-borghese vanno sempre più ad organizzarsi nella struttura nucleare. Si differenzia la stessa storia delle relazioni e degli affetti domestici in quanto la famiglia urbana risente molto le influenze delle variabili sociali ed economiche della città, mentre quella urbana rimane più ancorata alle tradizioni e alle necessità dettate dal duro lavoro dei campi. Naturalmente i ruoli, le regole e i compiti dei genitori, lo sviluppo relazionale, culturale ed economico della famiglia, dipendono dalle formazioni, dalle condizioni e dalle allocazioni dei nuclei familiari. Elemento costante in tutti i modelli di relazioni domestiche è la superiorità dell'autorità paterna e in generale , anche nei rapporti di filiazione, il potere dell'uomo . La famiglia non muta solo nel tempo e nello spazio, ma è anche diversa da una classe sociale all'altra e da un gruppo socio-culturale all'altro. Con le grandi trasformazioni sociali, politiche ed economiche avvenute nei scoli XVIII-XIX, con la rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese, si raggiunge una riduzione e un controllo delle nascite, ma aumenta il tempo dedicato dai genitori ai propri figli. Anche le relazioni affettive e le abitudini domestiche sono variate e mutate: il matrimonio, da puro contratto stipulato tra due capifamiglia, diviene un legame a carattere affettivo, ed anche i rapporti con i figli divengono più intimi. Nasce così un modello di famiglia naturale che avrebbe visto la propria affermazione nel secolo XX. Tuttavia ancora nei primi anni del Novecento,contrariamente a quanto avviene negli altri Paesi europei, continuerà ad affermarsi il modello di famiglia patriarcale, fondato sull'autorità paterna estesa a più di tre generazioni. Questo modello sarà destinato a sopravvivere solo per qualche altro decennio, successivamente si farà spazio la cosiddetta famiglia moderna, nata da alcune trasformazioni nell'ambito delle relazioni affettive , dei ruoli familiari e dei mutamenti nei rapporti con i figli, divenuti oggetto primario di cure ed attenzioni. Il matrimonio continuerà ad essere considerato un momento forte di coinvolgimento della comunità, per dare stabilità all'unione e responsabilità pubblica nei riguardi dei figli. Oggi l'interesse per la famiglia è molto cresciuto, negli ultimi tempi l'attenzione sulla validità di questa istituzione si è posta in termini problematici e critici, soprattutto se si considera l'evoluzione che ha subito nel corso di questi ultimi anni. In alcuni casi non viene più vista come gruppo composto da padre, madre e figli, ma come un raggruppamento unitario in cui i legami scaturiscono da fattori biologici o psicologici o economici-sociali. Nella nostra società non si parla più di famiglia, ma di famiglie costituitesi da mutamenti e riorganizzazioni sociali. Le analisi che seguiranno saranno esenti da inopportune valutazioni sulla consistenza di siffatte organizzazioni familiari, liberamente decise e giustamente praticate da chi non crede nell'importanza ed unicità dell'istituzione famiglia naturale, quella cioè fondata ancora oggi sul matrimonio.

b) Bene- famiglia, interlocutrice e soggetto dello Stato

2° Obiettivo : dimostrare come la famiglia nucleare,soggetto attivo e responsabile, sia un bene pubblico , il referente naturale dell'agire politico.

La famiglia, come già detto, è una istituzione comprensiva di quella verità antropologica dell'uomo annunciata sin dal suo nascere e nel suo svilupparsi nella storia e nella sua cultura. La consistenza e il senso della famiglia non scaturiscono solo da bisogni antropologici, da un fatto solo databile storicamente e geograficamente, ma vengono ulteriormente confermati dalle analisi sulle concertazioni pubbliche, ove si dimostra come la famiglia sia fondamentale e venga considerata la realtà associativa condizione stessa dello Stato. Questa famiglia è stabile e convalidata da un patto d'amore , pubblicamente sottoscritto, con cui l'uomo e la donna nel condividere responsabilità acquisiscono diritti civili per fondare la loro piccola comunità ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione dei figli. Nessuna società, ordinata alla naturalità e al bene, potrebbe infatti sopravvivere a lungo se ogni generazione non sostituisse se stessa, se la famiglia, in quanto istituzione accertata e istituzionalizzata, non fosse strumento politico per la sussistenza dello Stato e per la generazione e l'educazione dei futuri cittadini, ben definiti nei ruoli sociali. La famiglia , pur nella sua autonomia di gestione , è il luogo in cui si soddisfano i bisogni delle persone, il luogo di assistenza e cure, è il soggetto più aperto al mercato, che sa fare impresa, in quanto poi luogo di accumulazione di capitali, è anche il soggetto che meglio produce. La famiglia rappresenta così il referente più ordinato del sistema sociale integrato proveniente dalla nostra tradizione , un vero interlocutore dello Stato che sa valutarne gli effetti positivi nell'agire politico . Lo Stato, nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche e in un quadro di partecipazione e di responsabilità delle famiglie stesse, si confronta con i bisogni dei cittadini. In questo modo si studiano e si progettano interventi per il benessere dell'intera comunità, si implementa e si giudica la qualità dei servizi primari che servono a far fronte alle necessità quotidiane delle famiglie. Il benessere sociale, l'equità, la qualità della vita dei cittadini, la solidarietà, la partecipazione politica , la cittadinanza , sarebbero concetti astratti o meri principi dello Stato se posti al di fuori della struttura familiare, società ordinata e regolata che produce nuovi cittadini e possibilità future. Laddove è in gioco il benessere della società, per lo Stato è importante che la famiglia configuri non solo come destinataria degli interventi, ma anche come fine propedeutico. In un'ottica politica di interventi istituzionali, ma anche di sussidiarietà e di solidarietà si affrontano i bisogni e i disagi, si riconosce la famiglia come interlocutore fondativo ed essenziale alla sviluppo del Paese. La solidarietà è una linea sociale di forte intenzionalità che lega tra loro i cittadini in forme di aiuto reciproco, nella consapevolezza della necessità che i bisogni vanno affrontati creando reti solidaristici. La sussidiarietà dei corpi intermedi interviene con lucidità e lungimiranza a tutelare e a proteggere i cittadini nelle proprie relazioni e a sviluppare autonomie e competenze nella società. Così al posto delle politiche vecchie, di natura assistenzialistica, oggi si assiste ad un positivo cambiamento di approccio metodologico. Con questi sistemi di partecipazione è in atto il tentativo di non perdere la famiglia, anzi di recuperarne ogni potenzialità. Infatti solo un tessuto connettivo solidale e sussidiario assicura una vera coesione sociale e la comunità familiare, fondata sul matrimonio, è il luogo dove meglio si apprendono le regole di coesione sociale. Tutto questo rappresenta il progresso di una civiltà che cresce sulla dimensione della famiglia, senza rompere con la tradizione. Infatti la tendenza di tutti i Paesi occidentali è quella di interloquire con le famiglie, di rigettarne la vecchia considerazione di carico passivo. Oggi, infatti, per superare la logica dello Stato che arruola la famiglia bisognosa e passiva, gli orientamenti politici sono quelli di favorire un modello di welfare che valorizzi la famiglia e la consideri modello societario attivo, attore del suo cambiamento in sinergia con altri ( privato sociale, mercato), per collaborare ed interagire nelle scelte e soluzioni. In un'azione di maggiore coinvolgimento e chiamata di responsabilità, la tendenza è nel voler promuovere la famiglia , in quanto soggetto titolare di un complesso di diritti-doveri, nel considerarla risorsa, soggetto potenzialmente attivo e necessario allo sviluppo del Paese. Certamente rimangono le problematiche inerenti ai cattivi stili di vita di nuclei familiari con patologie e problematiche di varia natura che generano erosione sociale e strumenti per sanarla. Tuttavia questo non deve inficiare la bontà del modello, che per sua costituzione rigetta posizioni individualistiche ed è fondata su presupposti di certezze e di chiarezza di unione. Il principio di sussidiarietà dello Stato, applicato ai sistemi di welfare, può rappresentare,infatti, un passo in avanti per affrontare tutte le problematiche verso un pluralismo societario che fa leva sulle capacità delle famiglie e dei corpi intermedi. Tale prospettiva parte dal considerare l'utilità di tutte le attività svolte dai componenti della famiglia nell'ambito della produzione e del lavoro di cura e di educazione, che se organizzate meglio, rappresenterebbero un notevole potenziale sociale per lo sviluppo della democrazia partecipata . Per questo notevole è l'attenzione in ogni ambito verso la crescita e lo sviluppo che hanno per oggetto la famiglia. Gli interventi mirano anche a ridurne la povertà e le incertezze dei giovani che pur volendo crearsi una famiglia non sono nelle condizioni per organizzare il proprio futuro e consentire lo sviluppo della specie e della propria cultura. La considerazione vincente dei Paesi è che lo sviluppo non passa rinnegando il passato, non debba fondarsi sulle incertezze, sulle divisioni, sugli squilibri sociali, ma sull'unità, e sulla forza della coesione,in una prospettiva di recupero solidale di valori, di risorse, di dialogo e di condivisione per un progetto identitario comune.

c)Famiglia, bene e valore sociale

3° Obiettivo: argomentare sulla famiglia secondo la prospettiva sociale, dimostrare come sia attore e fine dell'organizzazione della società civile e su di essa convergano risorse, vincoli e obiettivi.

La famiglia è la base del sistema sociale ed è un sistema aperto alle influenze esterne e alle collaborazioni con altre agenzie della società. La famiglia nucleare, padre-madre-figli, è una struttura speciale perché è uno stato spirituale che ruota intorno alla relazione genitori-figli e scaturisce dalla tipica famiglia occidentale di carattere monogamica. La comunità si riconosce in questa prospettiva intorno ad un significato, frutto di una libera scelta e della profonda convinzione di questo valore intenzionalmente attribuito. L'Italia, ad esempio, vanta una grande tradizione su questo tipo di famiglia, la sua considerazione rimane al vertice delle aspettative ancora per molti. La tipicità della famiglia italiana proviene dal passato e dalle vicende sociali e politiche che l'hanno vista protagonista di importanti eventi. Il benessere di oggi,infatti, proviene anche dai sacrifici di quelle famiglie che hanno saputo impegnarsi per la ricostruzione e l'unità del Paese. La famiglia ha sempre lasciato un'impronta di sé nella società , dimostrando di essere un modello strutturale positivo, accogliente, aperto al bene, al rispetto delle regole e allo sviluppo, per cui sarebbe assurdo per lo Stato trascurare la protezione ed il benessere di questa istituzione, presenza attiva nella società odierna, memoria della nostra cultura. Essa ancora oggi resta il punto di riferimento della vita degli italiani. La soggettività della famiglia viene testimoniata dalla fattiva considerazione all'interno dei processi socio-economici, dato che dallo stato delle famiglie dipende la qualità di un sistema sociale . L'Italia deve molto alle famiglie. La famiglia è la prima agenzia di socializzazione, è l'istituzione che più di ogni altra tutela i soggetti deboli, dai bambini non ancora autosufficienti o problematici, agli anziani, ai malati, ai disabili. Prerogativa della famiglia sono i servizi di cura e di assistenza, questo perché è il luogo più naturale di interazioni non di tipo opportunistico,ma segnato da sentimenti positivi quali la generosità e la gratuità ,lo scambio di attenzioni ed azioni. La famiglia è chiamata in causa come bene sociale per il contributo che dà in tal senso alle strutture istituzionali e al terzo settore. E' una risposta significativa ai bisogni delle persone, è la fondazione di un ordine sociale dignitoso e veramente umano perché si regge su rapporti solidaristici. In questa direzione si sta acquisendo maggiore consapevolezza per sostenere e aiutare la famiglia attraverso una gestione di servizi meglio organizzati che consentano risultati migliori senza farla collassare. Infatti nel ventunesimo secolo, attraverso fenomeni quali il consumismo,l'individualismo, la modernizzazione degli schemi sociali, la globalizzazione, si sta perdendo la famiglia, troppo oberata da servizi e responsabilità sociali, a rischio di omologazione a cambiamenti che poco la riguardano. Assistiamo così ad una situazione sociale schizofrenica perché da un lato la famiglia naturale nucleare viene esaltata e ancora privilegiata come luogo sano e stabile di affetti, dall'altra considerata obsoleta e superata. In questa situazione paradossale la famiglia regge il tiro, anzi di fronte ad una confusione di sottosistemi sociali si fa appello alla famiglia tradizionale, alla ricerca di certezze che vengono dal passato, anche per non rendere vane le stesse politiche sociali. Una società che pone al centro lo Stato e l'individuo con i suoi bisogni valorizza questo bene e spinge l'operosità della famiglia perché gli riconosce la capacità di assorbire numerosi compiti e ruoli , di agire in supplenza o in assenza delle Istituzioni in molte situazioni, specie nella cura e nell'assistenza di persone in difficoltà . Il fatto di essere , in alcune situazioni, l'unica chance per la qualità della vita di questi cittadini dimostra come sia un bene sociale da sostenere sempre. La famiglia, infatti, è sede di relazioni comunitarie di piena reciprocità tra persone diverse, luogo di affetti e di cura verso persone socialmente deboli e conviventi nella vita familiare. Dimostra la sua dinamicità all'interno di una società che spesso stenta a rilevare tutti i bisogni dei suoi cittadini e attraverso l'agenzia familiare assolve funzioni che doverosamente gli appartengono. Tra le mura domestiche ci sono sempre i genitori, i figli, talvolta i nonni che, per i valori di gratuità e di solidarietà in cui si riconoscono e per quello spirito che caratterizza la scelta di vita, sono abituati a fare mutua assistenza e a soccorrersi vicendevolmente. Il rapporto tra famiglia sana e società sana è molto stretto e su questo c'è molto da riflettere, così come sul cammino da fare in cooperazione anche con gli organismi istituzionali internazionali e sui condizionamenti di carattere economico e sociale. Eppure la famiglia è ancora un anello debole della società, spesso le problematiche sono ridotte e demandate all'area privatistica degli affetti. In alcuni casi emerge che le richieste di aiuto sono inascoltate così come quelle di giustizia sociale , tutto viene sacrificato per soddisfare gli interessi del potere forte. A tal fine è importante ricordare che la centralità sociale del bene famiglia, in ogni parte del mondo, è proprio nel suo ruolo generativo e nella naturale vocazione del padre e della madre ad educare i figli. Nei riguardi delle recenti politiche di natalità, la famiglia occupa un posto centrale perchè è il luogo più favorevole per l'orientamento all'amore umano e alla vita. La famiglia contribuisce in maniera privilegiata allo sviluppo della natalità perché fondata su un sistema di mutuo aiuto e di vincoli solidaristici di parentela che agevolano e sviluppano il desiderio della prole. Non è facile conciliare il lavoro con la cura e l'assistenza dei figli o di anziani che convivono in famiglia. Vivere in famiglia è un bene per tutti i componenti perché l'esperienza di unione e responsabilità con il matrimonio rende la vita più serena ed produce un senso di pienezza e di completamento umano. Grande importanza per la vita sociale rivestono i costumi morali che dalla famiglia convergono nelle comunità di appartenenza e viceversa in un processo di circolarità positiva. Anche in quest'ambito la famiglia, cellula dell'humanum, occupa uno spazio di rilevante posizione. Il principio della dignità della persona, esercitato e sviluppato da sentimenti duraturi e reciprocamente responsabili, affermatosi nel tempo, è un principio che viene praticato nell'alleanza della coniugalità e nella circolarità dei rapporti parentali. Nella famiglia generata per trasmette amore e dedizione ai figli, insieme al rispetto dei ruoli si comunicano e si fanno veicolare le regole morali che provengono dal passato, la cultura plasmata da un popolo ma completata dal presente. Nelle famiglie positive si trasmettono fatti, linguaggi e tradizioni ove si apprendono e si praticano valori come l'amore , la giustizia , la solidarietà, la pace che poi si trasferiscono sul piano sociale . La famiglia naturale è infatti strutturalmente una comunione di rapporti dove si trasferiscono gli affetti e il rispetto per i vincoli parentali, per le tradizioni da passare alle nuove generazioni. La sfida della famiglia di oggi è nel contrastare l'individualismo fine a se stesso con l'etica familiare della generosità e della gratuità del servizio, nell'abbattere l'egoismo e la discriminazione, che circuiscono l'umanità, attraverso l'amore gratuito e quell'aria di solidarietà che si respira in famiglia. Numerose problematiche sociali quali le violenze, l'alcol, la droga, la delinquenza minorile, ogni forma di abuso e sopruso evidenziano le difficoltà presenti nella quotidianità di alcune famiglie. Oggi per combattere queste sfide etiche, sociali e culturali, che disturbano la normalità e riversano gravi disagi nella società, occorre investire nell'istituzione famiglia , rafforzarla e aiutarla a farla crescere sana perchè questo bene se produce malessere provoca ingenti danni . E l'etica della responsabilità , tipicamente frutto dell'educazione familiare, dovrà essere invocata e acquisita a garanzia dell'ordine sociale e dell'umanità. L'amore coniugale e filiale, nel rispetto e nelle responsabilità civili dei ruoli, se si riscopre, contribuisce a migliorarlo. Anche in quest'ambito la famiglia non può essere che una grande risorsa per l'intera società , il suo futuro.

d) Famiglia, bene economico e capitale produttivo

4° Obiettivo: dimostrare come la famiglia sia un bene anche economico, fondamento dell'economia di un Paese.

Le religioni monoteistiche sostengono che se la famiglia "va bene" tutta la società sta in piedi. La connessione della famiglia alla comunità è stata precedentemente esposta. Interessante è ora puntualizzare come tale connessione sia il punto di forza strategico per le politiche economiche di tutti quei Paesi che vogliono affrontare i problemi della gente. Il fatto che la famiglia sia un soggetto importante dell'economia si misura in ordine alle risorse che le stesse muovono sul fronte del consumo e del risparmio, ancora sul fronte delle energie che esprimono nella produzione attraverso il lavoro, e con il lavoro di cura interno ed esterno. Basta pensare a quanto verrebbe a costare alla società, per fare un esempio, il lavoro di cura o di assistenza di un anziano che vive in famiglia, accudito con l'affetto e la solidarietà dei suoi membri. Dai documenti ufficiali di politica economica risulta la centralità della "risorsa umana",nel senso di capitale umano produttivo. La famiglia è un modello caratterizzato da uno stile di vita che produce capitale sociale, anche se si investe ancora poco perché il bene sia redditizio. Un'economia etica che vuole uscire dalle cattive forme di soggettivismo e di deplorevole affarismo, ha una sola strada da percorrere: quella di intercettare concretamente la famiglia con i suoi bisogni. Il motore dello sviluppo passa attraverso le capacità di innescare i processi economici dal basso con metodo sussidiario, capace di far emergere il capitale umano e trasformarlo in capitale economico-sociale. In questi ultimi tempi si scorgono tentativi e prospettive ove si intravede la volontà di mettere in circolo, attraverso la via familiare, una politica economica che guardi allo stato di salute della società e quindi a quello della famiglia . La recente crisi economica e bancaria dell'Europa ha dimostrato che il potere, lontano dai bisogni della gente, a lungo andare si esaurisce e va in crisi per l'assenza di collaborazione delle parti in causa che possono determinare la ricchezza . Nei fatti anche il mondo dell'economia deve superare la logica dell'assistenzialismo come unica misura di sostegno per le famiglie in difficoltà. Determinante per lo sviluppo, invece, è la presenza di crediti e di servizi alla famiglia secondo una logica di sussidiarietà, in grado di porre tutti gli attori sociali , tra cui c'è il mercato, in maniera simmetrica ed interattiva. La promozione del benessere comune si incontra con l'orientamento etico e valoriale in uno scenario di rete, s'incontra con la necessità di costruire le condizioni per una vita dignitosa. Questo vuol dire lavoro per tutti. Questo vuol dire mettere tutti nella condizione di formare famiglia e di procreare. A fronte di una grave crisi di natalità , vuol dire dare la possibilità alle famiglia di manifestare visibilmente il proprio capitale sociale ed instaurare atteggiamenti cooperativi tra tutti gli attori sociali, compreso la Famiglia. "Vedere" la famiglia significa focalizzarne le relazioni interne, le potenzialità e le eventuali problematiche. Questo bene economico ha un ruolo primario nella produzione e nel risparmio, oltre ai servizi alla famiglia , per cui si rende necessario conoscere quei codici comportamentali, quelle esigenze specificamente familiari che meglio coinvolgono i soggetti nel circolo della produzione e del benessere. Oggi la società per sue stesse necessità è interessata a saper "leggere" la famiglia, sa bene che il lavoro è fondamentale, ma si deve conciliare con il progetto di vita dei suoi componenti . In un'ottica di bene collettivo, in particolar modo si sta ripensando il lavoro delle madri come un fatto positivo da sostenere ed incoraggiare, provvedendo a sistemi di temporanea sospensione dal lavoro anche del padre. La qualità del lavoro femminile è proporzionale alla qualità di vita nelle famiglie e rafforzare l'intero tessuto sociale significa legare meglio le famiglie all'economia. L'opera dinamica ed intelligente degli economisti deve garantire il corretto funzionamento delle spietate leggi del libero mercato altrimenti inevitabile sarà la deriva sociale. Il bene famiglia è un bene spendibile nel mondo dell'economia, solo se si utilizza solo con coordinate etico-sociali che il mercato oggi lentamente sta maturando. Per questo l'esigenza di modulare gli imperativi dell'economia e delle imprese alle concrete condizioni di vita della famiglia è la grossa sfida a cui oggi già si sta rispondendo.

e) Famiglia ,bene formativo

5° Obiettivo: dimostrare come la famiglia sia un luogo veramente umano, di buone relazioni, di senso e di valori universali, di cura e di crescita della persona umana.

Dilatando la lente, si giunge all'argomentazione più diretta sulla famiglia, linfa vivificante dello spirito umano, culla della vita e di civiltà. Anche se è il luogo più adatto per lo sviluppo generazionale, la famiglia rimane soprattutto la struttura sociale più importante di trasmissione culturale. E' innanzitutto l'agenzia più consona e più umana per l'accoglienza e la crescita dei figli, è la prima agenzia socializzante ,infatti, ai genitori è affidata la cura e l'assistenza dei propri figli. I genitori provvedono alle loro necessità, trasmettono il linguaggio, insegnano ad esprimersi in interazione con gli altri, a conoscere le regole comunitarie e a integrarsi in maniera più o meno attiva nella comunità di appartenenza. Si tratta di una comunicazione affettiva fatta di gesti e di attenzioni, di amore e cura, responsabilmente scaturita dai ruoli assunti. In considerazione delle problematicità educative di oggi e di alcuni poco sani stili di vita , elevato è l'interesse e l'attenzione per la famiglia, come luogo di soluzione e di interventi inerenti a molti malesseri esistenziali . Purtroppo la continuità del valore famiglia nella storia passa anche attraverso passaggi di fallimenti e di frammentazioni, l'importante è saper trovare le coordinate giuste per isolare le cause del male, senza addossarle all'istituzione. Un aspetto importante della disgregazione è sicuramente legato alle offerte pluralistiche e per niente formative, alcune di incomparabile suggestione sulle nuove generazioni, veicolate dai massmedia, internet, dalla pubblicità, sulle quali esiste però un difficile ed artefatto sistema di controlli da parte delle famiglie, quelli dello Stato sono di modesta rilevanza. In Italia, nella più ampia libertà di azione culturale e formativa, ancora oggi la famiglia e la Scuola rimangono le agenzie di maggiore accesso e credibilità educativa riconosciuta da tutti. Ma alla famiglia spetta il diritto primario dell'educazione e questo diritto è patrimonio e cultura universale, conserva infatti legittimità costituzionale con l'art.3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e l'art.30 della Costituzione italiana. Forte ed importante è il ruolo della Scuola come agenzia di educazione e conoscenza , ma questo non intacca il valore e la fondatezza dell'educazione in seno alla famiglia che da sempre trasmette rapporti affettivi stabili,conoscenze e tradizioni, valori positivi e solidali. I genitori , pur tra mille difficoltà, rimangono sempre gli attori e i protagonisti principali di un impegno educativo preso in origine , condiviso dal gruppo di appartenenza e dall'intera comunità, per far crescere i propri figli cittadini responsabili e capaci di controllare la complessità del futuro. La famiglia occupa un posto importante nella trasmissione della formazione del carattere della persona, nella generazione e nella possibilità di una genuina trasmissione della vita e delle tradizioni. Questi servizi di educazione dei figli, anche di formazione alle virtù ed ai sentimenti, si mettono al servizio del bene comune, per questo la famiglia è un bene formativo. L'esperienza dell'unione familiare e l'interiorizzazione di questi valori dipenderanno poi dall' individuale cammino della persona che, se lo riterrà giusto, proseguirà con il modello e lo stile di vita della sua famiglia di appartenenza .Ma qualsiasi scelta il figlio farà, la sua famiglia , finchè ci sarà, rimarrà sempre per lui un punto fermo. Questo perchè la vocazione della famiglia è nell'aspirazione a vivere nella verità della sua esistenza e nell'amore e comunione con tutti i componenti . E' in questi ambiti che il bene famiglia realizza pienamente il senso della sua grandezza., della libertà nell' esprimere la sua vera essenza attraverso i suoi vincoli affettivi forti e dignitosi.

e) La famiglia come luogo della nostra Costituzione

6°) Obiettivo: argomentare il bene famiglia sul piano giuridico e i motivi della sua presenza nella Carta Costituzionale dell'Italia.

Il diritto positivo, interpretato spesso da atti privati, dall'attività amministrativa e dalla giurisprudenza, talvolta, nel toccare da vicino gli ambiti ed interessi relazionali e materiali dei singoli, ci segnala orientamenti e giudizi relativi al matrimonio e alla famiglia contrastanti con quelli della Carta costituzionale. Il processo di erosione tocca la famiglia fondata sul matrimonio , ancora celebrato dalla maggioranza degli italiani. Gli effetti possono ricadere negativamente sul modello di famiglia condiviso dalla Costituzione. Tuttavia il nostro ordinamento giuridico è caratterizzato dalla libertà del cittadino di contrarre o meno matrimonio. La scelta di formare famiglia,dichiarando pubblicamente i vantaggi e gli obblighi verso lo Stato, deve essere rispettata anche perchè è l'unica proposta di famiglia della Carta costituzionale. Occorre ora riflettere sul fatto che nelle moderne democrazie le Costituzioni sono il minimo etico condiviso dal popolo che, nonostante le differenze di pensiero e di cultura, questo minimum viene condiviso e consente di stabilire una comunità.. Infatti la Carta rappresenta la tavola di valori che si riferisce al popolo, per cui toccare un principio che sostiene la Costituzione significa cambiare le basi della convivenza .Su questo occorre fare chiarezza , non si deve utilizzare lo strumento costituzionale per attaccare la fondatezza dell'Istituzione e girare intorno ai veri problemi della famiglia che sono di natura economico- socio-culturale e non si risolvono. Sarebbe anche auspicabile che dalla giurisprudenza che affronta i problemi del quotidiano, che evidenzia le patologie familiari, giungano proposte per prevenire e recuperare l'alta missione sociale e culturale della famiglia. In un certo senso il diritto è chiamato a salvare la famiglia, questo non per posizioni ideologiche, ma solo per dar vigore alla struttura antropologica, al pensiero della nostra Costituzione. La difesa non ha nulla anche fare con la condivisione di un valore o meglio di un sistema di valori, ma per tutelare la modalità e le scelte prese e preservarle da false demifisticazioni. La questione riguarda la difesa dell'humanum, ossia della dimensione entro la quale l'uomo ha stabilito di vivere la sua condizione in dignità e in ricchezza di spirito. Garantendo la familiarità all'interno dell'istituzione famiglia, infatti, si tutela la struttura istituzionale primaria di identificazione dell'uomo, democraticamente scelta e riportata come minimum etico societario. Il compito più urgente dei giuristi è quello di dare significato al modello familiare coniugale, di riportare all'attenzione quei presupposti giuridici, retaggio di riferimenti antropologici e culturali, che hanno ispirato i nostri padri costituenti nel dichiarare i principi fondanti della nostra società. . Nella nostra Costituzione l'art. 29 così recita " La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio". La locuzione "famiglia naturale" fu elaborata dall'on.Togliatti e successivamente esplicitata dall'on. Moro e Mortati. Fu punto d'incontro tra le diverse culture dell'Assemblea costituente . Dagli atti dell'Assemblea emerge che viene riconosciuto alla famiglia una condizione di preesistenza allo Stato e l'espressione "società naturale" non richiama i principi del diritto naturale o di carattere religioso, ma si riferisce al concetto di famiglia in autonomia dallo Stato. La società naturale viene intesa come ordinamento originario che poi storicamente si identifica con la linea della famiglia . Si tratta quindi di una società naturale che per forza si configura con quella costituita dall'unione di un uomo con una donna in funzione della procreazione, tanto che gli art. 30 e 31 collegano la famiglia alla procreazione e all'educazione dei figli. In conclusione dalla Costituzione si recepisce un indiscutibile favor familiae . La stessa Costituzione riconosce che la famiglia è un bene sociale,economico e culturale tanto che l'art.31 recita: "La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi."Così la Costituzione non solo riconosce la famiglia fondata sul matrimonio, ma va oltre, si impegna a sostenerla e l'aiuta nel realizzare il bene comune. Il privilegio di tutela riguarda solo l'istituto della famiglia come società naturale e questo emerge dall'art. 29. Il rispetto delle identità nazionali degli Stati membri dell'Unione Europea annovera tra i principi generali del diritto comunitario il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio, anche se in altri ordinamenti sono presenti altre forme di unione. Per questi motivi l'istituzione famiglia va difesa, non può essere strumento di dinamiche sociali, non si può svilire il ruolo di saldezza morale e di coesione affidatole dai costituenti. Il riconoscimento del bene famiglia, acquisito sul piano del diritto costituzionale, è un dato di fatto culturale e storicamente databile. Oggi tale bene è una grande sfida, anche sul piano legislativo,ma deve esserci per trasmettere alle future generazioni la consapevolezza delle proprie radici,del pensiero dei nostri costituzionalisti , perché questo sia di orientamento nel futuro.

2. Ricaduta diretta del bene immateriale in Italia :

g) Gli spazi culturali in Italia della famiglia di ieri e di oggi.

7) Obiettivo : evidenziare sinteticamente, con alcuni esempi, gli ambiti e i settori in cui il patrimonio immateriale della famiglia si manifesta, dimostrare come siano associati alla vita e al bene degli individui, la cui identità è nella famiglia naturale, in questo spazio vitale e sociale trasmesso di generazione in generazione.

-La famiglia nelle consuetudini sociali, negli eventi rituali e festivi. La vita domestica in famiglia rappresenta il luogo della memoria più rappresentativo e significativo dell'esistenza, in quanto si riferisce direttamente all'ambito umano più intimo. Le nostre memorie , le filastrocche, i fatti , le tradizioni e il rituali delle nostre famiglie, gestiti responsabilmente ed umanamente all'interno di vincoli affettivi saldi e stabili, hanno colorato di rosa ed arricchito di valori l'intera umanità. Dal sistema-famiglia, luogo identitario in perfetta interrelazione con l'ambiente fisico e sociale di appartenenza, passa la nostra storia, fatta di sogni, sacrifici e risultati. Gli spazi interni della famiglia, sin dall'antichità, venivano vissuti e gestiti sulla base delle esigenze, di regole e degli stessi legami affettivi. In casa tutti erano importanti,ciascuno nel proprio ruolo, si osservavano determinate regole etiche nell'impostazione delle relazioni, le decisioni venivano prese ascoltando gli anziani e nel rispetto dei costumi sociali di appartenenza. Con la diversità dei linguaggi la famiglia si esprimeva nei vari ambiti e settori della vita quotidiana e faceva evolvere la sua spiritualità. Il focolare domestico diveniva officina di attività e di sentimenti nello svolgimento dei compiti, nei diritti e doveri verso l'intero gruppo, nel rispetto di quei valori di pace e di solidarietà che il cittadino ha poi trasferito nelle istituzioni pubbliche. Le abitazioni venivano pensate e costruite per la comunità e per le esigenze di tutto il nucleo familiare, a cominciare dagli anziani. Gli spazi esterni venivano configurati sul numero delle famiglie, sulle attività e sulle esigenze di vita e di sviluppo dei suoi componenti . Le relazioni rendevano vivace la vita di paese, modellata su valori, feste, tradizioni tramandati per secoli attraverso il sistema della famiglia nucleare, perché meglio rispondente alla trasmissione generazionale. Determinante erano i rituali che avvenivano all'interno della famiglia nei momenti della nascita, del matrimonio e della morte, fasi vissute secondo usi e costumi locali che sono stati il fondamento dell'unicità del bene-famiglia e necessari per convogliare risorse comunitarie e di aggregazione sociale. Numerosi sono i documenti che testimoniano ciò, sia scritti che verbali , presenti anche in ogni ambito artistico e folkloristico. Questi avvenimenti,vissuti con grande intensità dalla famiglia, pervadevano e coinvolgevano tutto il vicinato che visibilmente partecipava ed interveniva con una serie di relazioni, di pratiche rituali e di beni messi a disposizione dalla famiglia per la promozione del sentimento di solidarietà all'evento partecipato. Per esempio l'usanza della commemorazione dei morti per i bambini diveniva la festa della famiglia, durante la quale si ricevevano dolci , regali e frutta, per gli adulti era un'occasione di pianti , di ricordi familiari, ma anche di buone pratiche comunitarie relazionali e di solidarietà ai sentimenti. La domenica per la famiglia è sempre stata la festa della settimana per eccellenza, occasione di visibilità attraverso le pietanze, per esternare e vivere i riti a seconda delle credenze religiose e anche nell'abbigliamento. Le passeggiate, le visite e gli incontri, le esigenze culturali o artistiche nei giorni festivi sono sempre stati vivaci momenti di interazione con l'ambiente da parte di un sistema familiare dinamico e nello stesso tempo caratterizzato da usi, convenzioni e forme di linguaggio. In modo particolare la famiglia non ha mai rinunciato alle proprie tradizioni e costumi nelle feste di Natale, Pasqua, Capodanno, Carnevale, nella Festa del Patrono, durante le quali la vita in famiglia diveniva un fermento di attività che rafforzavano lo stare bene e rinsaldavano sentimenti del passato. Soprattutto in queste circostanze ogni momento univa intere famiglie a collaborare per svolgere tutte le attività in aderenza alle tradizioni associate al tipo di festa. Così si viveva la vita di gruppo in modo intenso e partecipato, seguendo sempre tutti i riti locali. Questo a distanza di secoli accade ancora oggi , la festa e le tradizioni folckloristiche di paese sono molto sentite da tutti, anzi creano opportunità di integrazione e richiamo di turisti da tutte le parti del mondo. La festa ha sempre creato vivaci situazioni culturali d'incontri , occasioni economiche di consumi e di commercio, di scambio di giudizi e di esperienze, di crescita collettiva. Attraverso la ripetitività delle esperienze e dei rituali della vita quotidiana, si apprende a prevedere e a cogliere gli eventi straordinari e a costruire meglio la propria interazione con la natura e l'ambiente. Per questo non si dimenticano più le consuetudini di vita familiare,i passatempi, i giochi d'infanzia, la tipicità del nostro abbigliamento e le abitudini culinarie, raccontati prima di noi dai nostri nonni e che tramanderemo poi ai nostri nipoti . Tutto ciò non è solo inscritto nella nostra memoria e di quella dei nostri antenati, ma viene testimoniato visibilmente dai più recenti documenti fotografici ai più antichi reperti archeologici. La cultura vivifica di fatto solo in un sistema ben integrato , all'interno del quale, si genera sia un movimento verticale di trasmissione generazionale, sia uno orizzontale più ampio di completamento e di crescita. Questi processi innovativi dei tempi, i nuovi ruoli e significati che sono espressione della famiglia contemporanea, si saldano meglio in un sistema socialmente riconosciuto e ben integrato, il cui maggiore consenso proviene dal passato e rappresenta direttamente ed indirettamente la biografia della nostra Comunità. La famiglia naturale fondata sul matrimonio è garante di buone pratiche sociali e ruotando intorno a figure e a situazioni stabili è un Bene che non si deve perdere, anzi deve essere conservato e tutelato perché degnamente descrive la nostra esistenza! L'umanità di ieri non è diverso nelle esigenze più intime e nei contenuti più veri da quella di oggi, comprende bene la ricchezza di questo modello tanto che, pur presentando modelli alternativi, la famiglia naturale continua ad esistere, percorrendo i tempi e le aspettative del presente proseguirà la sua storia e darà un futuro attraverso gli usi e costumi scaturenti da questa prassi sociale Tutto ciò grazie al significato che il padre e la madre, hanno dato al loro primo corpo sociale, liberamente scelto e generato e che si chiama famiglia.

-La famiglia nel linguaggio e nelle espressioni orali o nelle forme dialettali.

La funzione comunicativa della famiglia naturale viene oggi quanto mai valorizzata e riconosciuta come risultanza di un bene sociale che interviene, direttamente con la sua simbologia, a modellare comportamenti culturali. Dalla memoria collettiva della famiglia passano infatti molti significati e messaggi che, attraverso un sistema di simboli, rafforzano legami di appartenenza e di identità tra gli individui. Per esempio i simboli presenti nei riti religiosi hanno una forte attrazione partecipativa comunitaria. Per questo il sistema famiglia viene ritenuto un fondamentale fattore di solidarietà sociale. Il linguaggio familiare, anche nelle sue forme dialettali e locali, è proprio un codice originale che si trasmette all'interno del gruppo e si riferisce a forme e ad usi particolari all'interno di situazioni e di regole comunicative , talvolta dal sapore banale o senza senso, invece chiarissime agli interlocutori. Tanto per fare qualche esempio, esiste una forma di comunicazione implicita che consente di delineare il pensiero della famiglia secondo un codice linguistico che sottintende più che esplicitare. Molto forte e sentita in famiglia è la comunicazione non verbale, fatta di gestualità, di movimenti istintivi del corpo, di reazioni emotive, di smorfie o di sottintesi, di forme di aggressività, di riso, di pianto, di imbarazzo e di ansia. Anche su questo piano comunicativo le situazioni che si creano in famiglia sono una vera palestra di apprendimento sociale. Infatti la dinamicità delle conversazioni familiari, all'interno di una varietà contestuale, prevede la possibilità di utilizzare diverse strategie linguistiche e di esperire abilità di transazione da un modello comunicativo ad un altro. E il " fare famiglia" si realizza appieno nei momenti di condivisione collettiva e di interazione quotidiana, a cominciare dalla tipicità dei dialoghi, talvolta anche un po' burrascosi. Il linguaggio veicola situazioni e volti umani che risentono anche dell'influenza dell'ambiente culturale di provenienza, stabilendo il tipo di relazione che si vuole avere con gli altri. Questo processo comunicativo inizia dalla nascita, e proprio in famiglia si consolida, perché luogo primario di socializzazione in contatto col territorio. Nella circolarità che si crea tra linguaggi ed ambiente familiare si determina un flusso di scambi ed una vivacità di espressioni che formano intelligenze e creatività umane, sviluppano culture e processi artistici nuovi. Nel lessico familiare, talvolta forma ibrida di linguaggi e dialetti, il vecchio si fonde con le forme nuove in una colorita sintesi espressiva modellata sulle situazioni e sulle esigenze più recondite di fusione tra i componenti dell'intera comunità . Esiste un senso di appartenenza al territorio molto forte attraverso i dialetti , che determinano maggiore attrazione e specificità nel processo di interazione uomo-ambiente e nello stesso tempo accompagnano il cittadino verso lo sviluppo di una comunicazione interculturale. Nel dialetto pulsa meglio l'umanità di chi si esprime, la creatività dello spirito, l'immediatezza del suo pensiero, costruito con parole ed espressioni ben combinate a gesti e mimica. La spontaneità e la sapienza, la correttezza del linguaggio in ogni suo canale comunicativo è frutto anche di contatti e di stimoli affettivi che solo una rete familiare sa costruire. Il linguaggio ha un canale preferenziale e diretto con l'affettività. In un continuo esperire situazioni d'interesse individuale e collettivo, la famiglia determina opportunità comunicative formali ed informali, ma sempre educative e finalizzate all'apprendimento e all'inserimento dei figli nella società con un sistema linguistico più consono, più chiaro e veritiero . In famiglia, dal contatto allargato a tutta la rete dei parenti, avviene un confronto anche generazionale che aiuta ad interagire meglio con gli altri e a formulare un pensiero ed un codice più esteso ed universale. Se il linguaggio costituisce una forma d'azione condivisa, come asserisce Clark, sicuramente il lessico familiare è la base su cui poggia l' integrazione tra i popoli .

-La famiglia nell'etica del quotidiano

Sin dai livelli più elementari, a cominciare da quello familiare, sono necessari norme condivise per regolamentare, sul dialogo e la partecipazione, le azioni dei singoli individui nell'interesse della collettività, questo per garantire la vivibilità e la coesione stessa dell'intera società.. La famiglia, in quanto prima cellula, pur nella considerazione di sotto-sistema, svolge autonomamente certe funzioni per la società e lo fa solo perché naturalmente strutturata su regole comportamentali ed etiche, veicolate da una rete di status e ruoli necessari a mantenere stabile il sistema familiare. La legge morale familiare proviene dal passato, ma si innesta su ciò che nel presente è giusto ed è bene per tutti. E' un'etica, quindi, che si esercita tra le mura domestiche, ma è modulata sul rispetto di regole, rapporti e status sociali esterni. E' un sistema aperto e in collegamento con altre agenzie educative, la famiglia, tuttavia, ha sempre svolto un ruolo primario e fondamentale nella formazione etica dell'individuo. Attraverso i piccoli gesti quotidiani, dettati dall'amore di un padre e di una madre ,il figlio sin dalla nascita riceve il suo imprinting familiare culturale, fatto di figure di riferimento, sguardi, attenzioni, gesti, norme di vita, abitudini e cure. Tutto passa in famiglia seguendo gli atti quotidiani, in funzione di un processo di sviluppo che la vita frenetica di oggi, in modo particolare, tiene tutti i componenti familiari molto impegnati e con ruoli di alternanza. Sin dalla nascita tutti gli strumenti , anche quelli trasmessi per generazioni, sono utili per comunicare amore e regole , per esempio la filastrocca o la ninna-nanna, una favola o aneddoti, una carezza o talvolta un rimprovero. L'educazione al sentimento morale sviluppa le virtù ed è stato sempre molto importante in ogni epoca storica. Sul mos maiorum i nostri antenati hanno saputo edificare la civiltà del popolo romano e in tutte le epoche il canale educativo familiare ha provveduto sempre a veicolare valori e a formare al rispetto delle regole. L'amore, la fedeltà,il senso dell'obbedienza e del rispetto, la nobiltà d'animo, la generosità, la modestia e l'attenzione operoso al prossimo sofferente, sono qualità morali che si sperimentano in famiglia, in solidarietà con gli altri componenti, con la testimonianza di chi ha già appreso l'arte del saper donare amore agli altri . La ricerca dell'altro, di chi ti vuole bene in maniera incondizionata, si sperimenta in famiglia dagli atti d'amore dei genitori , questo insegna a vivere in apertura all'altro che non si conosce, a vincere ogni forma di solitudine. Dal bisogno di stare con l'altro, infatti, si sviluppa la capacità di conoscerlo ed amarlo e di credere nella bontà di ogni comunità, a cominciare dalla famiglia. Numerose possono essere le testimonianze e le prove di quanto si è da sempre fatto in famiglia con la collaborazione di altre figura importanti quali quelle dei nonni, degli zii e dei fratelli e sorelle. La famiglia è di per sé una piccola comunità e come tale ha da sola sempre gestito sul piano etico-comportamentale relazioni, sentimenti e comportamenti, espresso giudizi e in modo esemplificativo, ha sempre fatto riferimento alla sua storia personale, formando e creando situazioni di osservanza alle regole. E' la culla di una religiosità tutta laica dove la fede sorregge le scelte morale, la speranza fa guardare al futuro e la carità è punto d'incontro umano nella disperazione. Lo sviluppo del comportamento etico e religioso è un fatto educativo, avviene gradualmente, nel tempo e prima di tutto in famiglia dove i rapporti sono vissuti intensamente, talvolta con segnali di crescita o anche di rottura, ma in quest'ultimo caso la lacerazione intima è grande. Molto più frequentemente la famiglia offre pregevoli segnali di umanità e di ricerca di unità. Così l'intera comunità familiare interviene e propone forme di aiuto e di sostegno in situazioni di disagio, di errore e di immoralità di qualche componente della famiglia. Da quello che si è ricevuto in famiglia a livello di esempi, di qualità d'insegnamenti morali, di presenza e d'intensità di rapporti affettivi, dipendono la qualità dei comportamenti o le manifestazioni di malessere. Tutto ciò si esprime non solo nei propri ambiti di vita , ma soprattutto in famiglia. Purtroppo oggi una cultura deterministica e vuota di senso,l'esasperato individualismo, l'assenza di riferimenti forti anche in ambito di fede, rende tutti più fragili, rende molto precaria la salute dell'intera società e gli effetti si avvertono nel cogliere le problematiche esistenziali e relazionali presenti all'interno delle mura domestiche . Gli stili di vita si sono modificati, ma sono aumentate le sfide umane e sociali verso le giovani generazioni, tuttavia la famiglia responsabile in tal senso rappresenta un sano investimento perchè non rinuncerà mai ai propri legami, agli impegni e alla propria coscienza. La famiglia naturale , fondata sul matrimonio, è una libera scelta che presuppone convinzione, coraggio e determinazione. Se vuole vivere dovrà inevitabilmente contrastare la fine di un'etica sociale e tutto ciò che di precario e di futile oggi veicola la nostra società. Nel suo agire quotidiano creerà sempre i presupposti educative per guidare i figli a rilevare ciò che è moralmente giusto e buono, perché questo è il fondamento di un'aspirazione che si colloca fuori dalla famiglia, è per una società più giusta.

- La famiglia da tutelare in un mondo che cambia .

Pregevoli e significativi sono gli effetti diretti del bene immateriale della famiglia ovunque nel mondo, un bene immateriale inteso come prassi sociale che pervade tutti gli ambiti linguistici,artistici lavorativi degli uomini. Tutte le attività umane e le produzioni negli ambiti e settori lavorativi sono a misura d'uomo e per le esigenze della sua famiglia. Questi spazi culturali, gli esempi riportati con l'annessa documentazione esemplificativa, dimostrano la stretta correlazione con l'ambiente naturale ove il bene si è profuso nei tempi. Il mondo sta cambiando ed è ora fuori luogo esaminare i fattori o le cause del cambiamento. Cambiano i costumi e i comportamenti, cambia soprattutto l'ambiente fisico, che risulta fortemente condizionato dai sistemi di vita della società attuale. Stanno cambiando man mano le esigenze della popolazione, in particolare preoccupa moltissimo la crescita zero della nostra popolazione che è a rischio di futura estinzione. I comportamenti collettivi e le nuove problematiche possono modificare radicalmente il nostro modo di essere e di fare "società". Spesso nelle nostre famiglie si sopravvive ai limiti della dignità, ma mai si perde la speranza di superare le difficoltà, perché c'è il conforto di un gruppo familiare che crede, ama ed è solidale. Il mondo che cambia non è sempre segno di un mondo innovativo e sano, specialmente se la spinta è determinata da difficoltà causate anche dalla frammentazione di modelli culturali sani , da un mancato orientamento al senso e alla verità delle situazioni. Eppure anche nella frantumazione della famiglia l'uomo non rinnega mai il suo passato , la memoria della sua biografia e si rispecchia sempre nella sua famiglia d'origine, in sua madre e in suo padre . La prospettiva della famiglia naturale, in Italia fondata sul matrimonio, è una scelta di vita legata alla nostra tradizione. Oggi è minacciata da tante sfide e fattori culturali, ma non è possibile che la cultura italiana sia lesa o ridotta proprio nei suoi processi di identificazione .La famiglia nucleare ha bisogno di essere sostenuta ovunque, anche oggi è l'alveo più sicuro per i figli, agevola il percorso delle nascite e si impegna da sempre, attraverso gli ambiti e le attività che la riguardano, nell'espansione della cultura, continuando a porsi come vettore principale della costruzione del popolo italiano. La famiglia nel mondo ha le stesse sofferenze e gli stessi pregi, auguriamoci che questo bene possa essere finalmente riconosciuto e proseguire il suo cammino nel tempo, e in ogni luogo lasci tracce di amore e pace.

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Conclusione

La famiglia è la vocazione naturale dell'uomo e della donna, quindi bene sui generis dell'umanità. Questo piccolo nucleo sociale di umanità porta con sé i segni distintivi in tutte le parti del mondo. La cultura di un popolo aleggia nella quotidianità dei rapporti familiari e la stessa storia riferisce,in ogni epoca e in ogni parte dell'umanità, quel tesoro di beni sociali ,economici, formativi ed etici trasferiti dalla famiglia alla società, un bene in Italia istituzionalizzato con il matrimonio. La famiglia così nel promuovere umanità, benessere e progresso civile è una testimonianza unica che riguarda la nostra storia culturale ed è direttamente associata a idee, credenze ed opere artistiche e letterarie della nostra cultura presenti ovunque. Se si perde di vista la famiglia, la civiltà s'impoverisce ,perché porta via con sé la possibilità di raccogliersi intorno alle buone tradizioni , alle buone pratiche per educare a vivere in un mondo equo, solidale e di pace.

Italia Buttiglione
(Presidente dell'Associazione "Donne più d'Europa onlus")
Cell. 3382679169
Te/fax: 0885429014
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Cerignola (FG) via Sestriere n° 22
10 febbraio 2011