IL NATALE DIMENTICATO

Sabato 16 Dicembre ore 17.00

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Cerignola 20/07/2017                                

  “4 amici al bar”

di Italia Buttiglione

 Sempre più  avvilente si configura la situazione politica ed economica in Italia, dove il non-senso, opportunismi dilaganti in ogni ambito e gestiti dal potere politico ed economico, seguono una direzione opposta al progresso sociale e allo sviluppo democratico tanto agognato dai nostri costituzionalisti e dai grandi statisti come Aldo Moro, che hanno guidato la svolta della nostra nazione appena uscita dalla guerra e dittatura fascista. La sensazione in questo momento storico è che pian piano abbiamo fatto un passo indietro, abbiamo perso quota sullo sviluppo, sui diritti, sulla solidarietà, sul lavoro, sulla stessa natalità, e l’italia è ricaduta in ogni tipo di povertà. La Costituzione più bella del mondo sembra ormai obsoleta, anzi sul piano della giustizia sociale e dei diritti è stata addirittura tradita, inoltre non ci sono più le speranze né le capacità politiche per continuare a sognare una vita migliore. Gli stessi giovani annegano i loro desideri chiudendosi in circuiti solipsistici e isolandosi con indifferenza dai loro contesti di appartenenza, oppure annebbiando la mente in fantasticherie assurde e irrealizzabili o anche rinunciando a costruire il loro futuro. Oggi lo scenario politico è tutt’altro. Attualmente si dice che Il centro sia occupato da Alfano, che fino a ieri era al Governo con Renzi del PD, al cenro-sinistra troviamo i dissidenti-scissionisti del PD, al centro-destra invece una flottiglia di partiti e partitini che non si accorderanno facilmente e poi ci sono i “solitari” del M5 stelle . Insomma una condizione da babele parlamentare che non promette nulla di positivo per il prossimo Governo, data l’assenza di una legge elettorale che possa consentirne la formazione.  Mai come in questo momento il trasformismo e l’assenza di un codice etico comportamentale ed espressivo rappresentano bene l’attuale crisi.  Sembra quasi che i politici si comportino come “4 amici al bar” che discutono, magari si lasciano e poi se conviene ritornano a stare insieme amichevolmente davanti ad un bicchiere di vino, ma senza aver maturato una prospettiva, un progetto nuovo e concreto in merito ai gravi problemi reali di vita quotidiana. In ogni settore, compreso quello amministrativo, si avverte molto l’assenza di entusiasmi e serie convinzioni  per un servizio al cittadino, di voglia di fare bene per gli altri, di cittadini coraggiosi e coerenti, di prospettive nuove che si dirigano verso un umanesimo costruito sui bisogni concreti della gente e non su propaganda ingannevole, fondato su verità e non su apparenze e convenienze. Un neoumanesimo senza confini e barriere, tanto atteso, sostenuto da  comportamenti retti ed onesti per tutti e non vilmente piegato da speculazioni e corruzioni. La sensazione che gira nell’aria , come diceva Gino Paoli nella sua avveduta canzone, è che  manchino quei suoi 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo, non c’è più nemmeno chi osa pensare di doverlo fare. Purtroppo non ci saranno spazi ed alternative per chi non s’incontra mai con l’altro e rincorre solo se stesso ed i propri interessi. Lo sguardo si volge inevitabilmente alle fasce sociali più deboli, come gli anziani, e a rischio di estinzione, come le giovani generazioni . Esiste un problema di immigrazione ma anche di esodo degli italiani verso altri Paesi. Sono gli anziani che, sovraccaricati di tasse , non possono più vivere in Italia con i loro bassi redditi e si stabiliscono all’estero , in Portogallo o in Romania dove con le loro pensioni vivono serenamente. Come mai in altre realtà la pensione è sufficiente per vivere dignitosamente e in Italia ora non più ? Di tutto ciò occorre moralmente rispondere . I nostri giovani talenti, naturali destinatari del cambiamento di un piano politico attento, al contrario, lasciati soli e discreditati dalle Istituzioni, sono gli scomodi eredi di un presente improponibile, ma anche le nostre uniche risorse in un Paese che sta invecchiando male.  Oggi li osserviamo inermi, nella condizione di migranti alla ricerca di un lavoro, domani auguriamoci di vederli in Italia riappropriati del loro primario diritto di cittadinanza chiaramente espresso nell’art. 1 della Costituzione, portatori di speranze, di responsabili libertà e solidarietà, pronti a contribuire per costruire una società più equa e una vita migliore per tutti.  

Ma il rischio di perderli definitivamente purtroppo c’è . Il cambiamento dipenderà all’unisono da noi  e da  “4 buoni e retti amici” in Parlamento .

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